Introduzione Disegni

Galleria opere

                                                            D I S E G N I 

                                                    La palestra di sempre

Non sono molti i disegni sopravvissuti alle “epurazioni” che di tanto in tanto l’Artista faceva tra i Suoi albums: quasi tutto quel che c’è, le è stato chiesto e Lei l’ha offerto in dono, scusandosi per la pochezza: agli amici, ai soggetti ritratti, agli astanti.

Ma l’esiguo numero di opere presenti non tragga in inganno: Nuzzi Chierego si esercitava sempre con il carboncino o la sanguigna o la matita, perché riteneva (e noi con Lei) che il disegno sia la base di ogni buon quadro.

C’era sempre un bloc-notes nella sua borsetta, e anche durante le passeggiate “lavorava” a riprodurre linee, armonie, inquadrature, visi, animali. E se non c’era neppure il bloc-notes, bastava l’interno o il retro di una busta, un dépliant, un foglio pubblicitario … e a volte si accontentava di tratteggiare mani, esclamando per quanto fossero difficili.

Quando poi il disegno riusciva bene, pensava alla possibilità di trasformarlo in un quadro.

La maggior parte dei disegni giunti a noi sono ritratti: guardava molto i visi, sempre con interesse “artistico”, e quando individuava lineamenti “interessanti” (così diceva Lei: non diceva “belli” ma “interessanti”: sempre motivazioni d’anima, non di esteriorità), soprattutto durante le vacanze, chiedeva di posare per un disegno, nelle ore libere. Abbiamo quindi una lunga galleria di portieri, camerieri, direttori d’hotel, ospiti dei medesimi alberghi, amici …

Qualche volta dalla matita passava al quadro ad olio – e solitamente non riusciva a portarlo a casa: partivano insieme ai disegni per chissà quali destinazioni, senza neppure una fotografia.

Per questo, quello dei disegni è il settore più scarno, per ora.

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